Scotland!
Vacanze scozzesi per uno dei Gyros Fans... E ovviamente in 10 giorni di permanenza nel Regno Unito non poteva mancare il calcio. Dopo un'oculata analisi del calendario scozzese le scelte sono state due: Inverness - St. Mirren e Hibernians - Aberdeen ad Edimburgo, entrambe di premier league.
01.01.07 Dopo uno strano capodanno a Inverness, ci si sveglia con due uniche cose in mente: cibo e calcio! Primo giorno del nuovo anno, e gli scozzesi decidono bene di spenderlo allo stadio. Calcio d'inizio alle 15, sotto un diluvio che solo a tratti si trasforma in una pioggerella "british". Ci dirigiamo verso lo stadio facendo tappa a un "fish'n'chips" e ci mettiamo in coda per entrare nel North Stand riservato ai supporter locali. Il clima non è decisamente quello delle grandi occasioni, e ci stupiamo non poco entrando nel Tulloch Caledonian Stadium. Lo stadio ha una capienza di poco più di 7000 spettatori, e non è mai stato riempito nella sua storia. Le cose che più stupiscono sono l'atteggiamento integralmente british alla vita da stadio da parte di tutti i tifosi: code maniacalmente ordinate per comprare i biglietti e per passare in tornelli minuscoli, il totale rispetto del posto assegnato e l'abbandono totale alla comodità dei seggiolini del north stand. Tutti rigorosamente seduti, con timidi alzate collettive in occasione di azioni che richiamano l'attenzione dei 2000 scarsi presenti al Caledonian. In pratica non ci si alza quasi mai, essendo la partita decisamente noiosa. I tifosi ospiti del St. Mirren non sono pochi (considerando che si gioca il primo gennaio alle 15 a quasi 300 km da Paisley...), un centinaio abbondante, leggermente sparpagliati nel settore ma con un nucleo centrale di 20-30 persone che cantano e si muovono dall'inizio alla fine della partita (stando in piedi!). Il match si conclude 2-1 per l'Inverness, e sotto un diluvio sconfortante terminiamo il nostro viaggio di 5 giorni per le Highlands lasciandoci dietro ottime birre, tanta acqua e pecore per dirigerci verso la prossima tappa, Edimburgo.
02.01.07 Triste giornata: dobbiamo riconsegnare la macchina che ci ha accompagnato in questo strano viaggio, e appena ci ritroviamo a piedi per strada ci rendiamo conto di quanto ci era servita in quei giorni. Attraversiamo i Leith Links (il parchetto di Trainspotting...) e dopo essere passati difronte a un numero non ben quantificabile di pub giungiamo al settore ospiti dell'Easter Road Stadium. Atmosfera radicalmente diversa da quella assaporata il giorno prima: clima decisamente caldo (Aberdeen secondo in campionato e Hibs quarti...) e tanti supporter locali per strada che si avvicinano verso il loro tempio. Troviamo 2 biglietti nonostante il tutto esaurito ed entriamo nel settore ospiti, dove rimaniamo sbigottiti nello scoprire che nel suo interno oltre ad un ordine ed una pulizia inimmaginabile c'è anche un botteghino per le scommesse.... Andiamo subito a trovare i Red Ultras, primo gruppo ultras del Regno Unito, che ci accolgono calorosamente e con molta simpatia. Li avevamo contattati settimane prima del nostro viaggio, sapendo di rapporti di amicizia tra loro e alcune persone della nostra gradinata sud, e passiamo tutta la partita con loro. Era presente anche un ragazzo di Piacenza che ha vissuto diversi anni nella loro città e aveva instaurato un rapporto di amiciza con diversi elementi del gruppo e che era andato a ritrovarli per capodanno. La partita non riserva particolari emozioni, si conclude con uno scialbo 0-0, e con un punto in saccoccia che non fa male a nessuno ci si dirige tutti verso i pullman dei ragazzi che devono tornare ad Aberdeen. Anche qua come ad Inverness tifoseria sempre seduta, ma ambiente decisamente diverso: tanti cori, cantati più o meno sempre dai soliti che solo raramente riescono a trascinare l'intero settore (quasi 2000 le presenze dell'Aberdeen...), ma vale più o meno lo stesso discorso fatto per la partita di Inverness.... Si giocava il 2 gennaio in trasferta a più di 250 km di distanza da (che per le strade scozzesi non sono pochi.....). Ci si saluta poi con i ragazzi solo dopo una loro promessa di venirci a torvare a Genova, contenti di aver passato una bella giornata di calcio anche qua, a 2000 km da casa.
Mi ha fatto molto piacere avere avuto la possibilità di assistere a queste due partite, soprattutto per poter vedere da vicino questo calcio britannico, che mi ha sempre affascinato per diversi motivi: la storia innanzi tutto (tutto è iniziato qua...) ma anche il tifo, il cosiddetto "stile britannico", emulato da tantissimi gruppi del panorama ultras italiano da anni e anni. Premettendo che il campionato scozzese non è il campionato inglese e che ho avuto solamente la possibilità di "assaggiarlo", non di viverlo, ho riflettuto non poco su diversi temi d'attualità scottante di cui si parla sempre di più nelle curve ci casa nostra. Innanzi tutto il caro biglietti, l'importazione del cosiddetto "modello inglese" per quel che riguarda la gestione dell'ordine pubblico e la commercializzazione sempre più selvaggia del NOSTRO caro pallone. In Italia sempre più si sta seguendo la strada intrappresa dalle istituzioni britanniche nel corso degli ultimi 15 anni, che ha semplicemente portato allo sfascio di un gioco, e alla creazione di una "macchina da soldi" gigantesca, con la quale si intrecciano storie di potere che probabilmente neanche possiamo immaginare. Il sempre crescente costo dei biglietti, insieme alla creazione di impianti sportivi ultratecnologici, che più che stadi sono veri e propri "amusement centres", con cinema, ristoranti e perfino alberghi, e la presenza sempre più incombente nel mondo del calcio di personaggi che col calcio hanno ben poco a che vedere, non fanno altro che allontanare il tifoso dalla propria squadra del cuore. E rimepiono sempre di più le tasche di quelli che ci pigliano per il culo ogni domenica (ma ormai anche il sabato, e il venerdì, e il lunedì, e dove li lasciamo il martedì, mercoledì e giovedì??). Parlando con alcuni ragazzi dell'Aberdeen ho notato la loro sincera ammirazione nei confronti del nostro movimento in Italia, un mondo (quello ultras) che non ha eguali nel mondo e che molti ci invidiano. E che per ora ci sta salvando, potendo noi ancora stare in piedi nel nostro settore a tenere alti i colori che amiamo, bevendo birra e fumando (negli stadi inglesi non si possono neanche fumare sigarette......). Perchè "E' una storia di passione, sarà sempre così", e noi vogliamo che sia sempre così!
Inverness:
Edimburgo:

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