venerdì 22 dicembre 2006

Bologna

Bologna - Samp
27 agosto 2006 coppa italia

Altra partita di Coppa Italia, altra corsa.
I Gyros sono divisi: Nello e Miki ad Amsterdam, il Nik in Svizzera, a Milano ci sono solo io. Bologna è a meno di 200 km, farseli da solo non è un problema, ma non mi piace l'idea di non poter scaricare la tensione insieme agli altri. Entrare in atmosfera è più difficile, ma chissenefrega: gioca il Doria e devo esserci, almeno in rappresentanza del "gruppo".
Un secondo prima di partire trovo compagnia: un amico d'infanzia mi chiama per due chiacchiere, lo tiro in mezzo e dopo 5 minuti siamo in macchina (la sua!!!) direzione autostrada. Al mio compagno di viaggio della Samp non interessa un granchè, ma la sua imminente prima presenza blucerchiata mi spinge a prepararlo a quella magica emozione che è incontrare gli UTC e la Sud tutta on tour... per un'ora la ford fiesta nera è invasa da un susseguirsi di cori "Sampdoria la pioggia non ci bagna... Cantiamo perchè siam giovani... Tifoserie ce ne sono tante... Ale Ale Ale Ale oooh.... Se tu ami la Sampdoria... Ho visto per la strada una puttana..."
La sosta all'Autogrill crede di poterlo salvare, invece schiarita la voce con birra fresca e stuzzicata la fantasia con avide boccate di buonumore verde, che a lui sono concesse con parsimonia perchè deve guidare (e quanto questo lo faceva incazzare non posso raccontarlo), ricomincio ancora più energicamente: "Forza Sampdoria quando vedrò... Ma guarda quei ragazzi... E gli ultras canteran... Sempre con te Doria...". Si passa da Parma e un tributo agli amici gialloblu è un obbligo: "Noi siamo dei crusaders...".
Penso che mi spiace essere da solo, senza i compagni di sempre a intonare e rilanciare, ma così è. E poi chi si è mai potuto permettere di andare in trasferta con l'autista?

Dopo circa un'ora mi placo, mentre mancano 60 km e mezz'ora alla partita contro le merde, che delle merde hanno anche il colore, capisco che terrò alto il nome della brigata ritardi. Proprio come quella volta Lens, ma questa è un'altra storia.
Arriviamo a Bologna, ma per strada non c'è nessuno, solo blu e cellulari. D'altronde la partita è iniziata. I biglietti nominali, in culo al decreto infame, ci fanno fare ulteriormente tardi.
In curva tra un coro e l'altro approfitto per salutare un po' di amici, che mi presentano un ragazzo di Bari. All'intervallo ci facciamo due risate: il barese arrischia una birra analcolica e al primo sorso sputa tutto per terra, lasciandosi andare con il suo inconfondibile accento: "che schifezza cazzo, sembra brodo di pollo frizzante!"
La partita riprende, i bolognesi fanno una pessima impressione sugli spalti.
A fine partita un diverbio con gli sbirri rischia di degenerare, ma subito gli animi si calmano. Poi, nell'attesa infinita per uscire dal settore, 3 ragazzi dalla Toscana ci chiedono un passaggio alla loro macchina, perchè memori della "guerilla" di qualche anno fa non vogliono avere problemi.
Il ritorno è tranquillo, al telefono Nello e Michele, nel frattempo tornati dall'Olanda, sono così sfatti che non riescono ad aspettare un paio d'ore per una veloce "buonanotte". Anche il Nik mi chiama in preda ai residui del rave svizzero appena concluso.
La cosa mi fa piacere. Penso che in fondo, con stati d'animo non molto differenti, è come se nessuno dei Gyros si fosse mai allontanato dalla SAMPDORIA

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